Kilmarnock Football Club

Il 5 gennaio 1869 un gruppo di soci del Kilmarnock Rugby Football Club litigò su quali regole seguire durante gli allenamenti: rugby o il nuovo “association football” che stava conquistando la Scozia. La fazione più giovane vinse la causa a modo suo, andandosene e fondando una società propria, il Kilmarnock Football Club. Il campo su cui si allenavano tutti, un prato chiamato Rugby Park proprio perché lì si giocava a rugby, restò legato per sempre al nuovo club, anche quando questo cambiò più volte casa: prima il Recreation Ground di Barbadoes Green, poi The Grange, prima di trasferirsi definitivamente, nel 1899, nello stadio disegnato dall’architetto Archibald Leitch che porta ancora oggi lo stesso nome.

Il Kilmarnock fu tra i soci fondatori della Scottish Football Association e prese parte, il 18 ottobre 1873, alla primissima partita della storia della Scottish Cup, affrontando il Renton sul terreno neutro dell’allora Hampden Park. Fu un’eliminazione immediata, ma un primato che nessuno avrebbe più potuto togliergli. Le divise di quegli anni erano tutt’altro che quelle di oggi: blu Oxford in tinta unita, senza righe. Le storiche righe verticali bianche e blu arrivarono solo nel 1896, e con la nuova maglia il club iniziò a costruirsi finalmente una vera identità, quella dei “Killie”, soprannome che è semplicemente la forma scozzese abbreviata del nome della città, e che i tifosi affiancano con orgoglio a un altro appellativo, “The Pride of Ayrshire”.

Il primo trofeo e il colpo doppio a Rangers

Il primo grande trofeo arrivò nel 1920: la Scottish Cup, vinta 3-2 in finale contro l’Albion Rovers, in un’edizione della coppa che turno dopo turno riempiva gli stadi scozzesi con folle mai viste prima della Grande Guerra, fino a punte di 95mila spettatori nelle semifinali. Nove anni dopo arrivò il bis, e stavolta la vittima fu ben più illustre: i Rangers, sconfitti in finale dopo che il Kilmarnock aveva eliminato lungo il cammino anche il Raith Rovers, vincendo in trasferta 3-2.

Il Glasgow Herald titolò senza mezzi termini “Scottish Cup Surprise”. La rivincita, però, arrivò tre anni più tardi: nel 1932 le due squadre si ritrovarono di nuovo in finale, e stavolta furono i Rangers, al termine di un replay, a vendicarsi e alzare il trofeo. Per una società di provincia come il Kilmarnock, comunque, aver battuto due volte in un decennio i giganti di Glasgow bastò a costruire una reputazione da squadra scomoda, capace di rovinare le feste altrui.

Il campionato deciso da uno zero virgola zero quattro

Il record di affluenza allo stadio, oltre 35mila spettatori, risale proprio a una sfida di campionato di quegli anni contro gli stessi Rangers, nel marzo 1962, a testimonianza di quanto la rivalità fosse sentita già allora. Il 24 aprile 1965 passò alla storia del calcio britannico come il giorno del “decimal decider”. A Tynecastle, il Kilmarnock di Willie Waddell doveva battere gli Hearts con almeno due gol di scarto per scavalcarli in classifica e vincere il titolo scozzese, separato dai rivali da appena 0,04 di media reti, dopo una stagione in cui a inizio primavera erano addirittura quarti, alle spalle di un Dunfermline rediviva e degli stessi Hearts.

Il centrocampista Davie Sneddon ricordò così quei minuti decisivi: “Tommy McLean mi mise un cross perfetto sulla testa, pensai: non posso sbagliarlo”. Segnò, il Kilmarnock raddoppiò subito dopo e resistette fino alla fine grazie a una parata decisiva del portiere Bobby Ferguson. Dall’altra parte, il difensore degli Hearts Roy Barry si consolò per anni con l’amarezza di un pallone perso proprio all’origine del secondo gol: “non mi hanno mai permesso di dimenticarlo”, disse. Fu, ed è rimasto, l’unico titolo nazionale della storia del Kilmarnock.

Il ritorno della coppa, vent’anni dopo

Bisognò aspettare il 1997 per rivedere un trofeo a Rugby Park. Fu l’ottava finale di Scottish Cup della storia del club, raggiunta dopo un cammino che era passato anche per un replay vinto contro il Dundee United in semifinale. In finale, contro il Falkirk, fu Paul Wright a risolverla con un gol nel primo tempo: 1-0, e terza coppa nazionale a casa. Fu anche una finale particolare per un altro motivo: la prima dal 1957, quarant’anni prima, a non vedere protagonista nessun club delle grandi città scozzesi, dato che sia Kilmarnock sia Falkirk sono cittadine, non metropoli.

Dal 2012 a oggi, tra vittorie e voltafaccia

Il 18 marzo 2012 il Kilmarnock batté a sorpresa il Celtic 1-0 in finale di League Cup, gol di Dieter Van Tornhout, arrivato a Rugby Park da soli sei mesi e che quel giorno festeggiava pure il compleanno: la prima coppa del club dal 1997. La gioia si trasformò però rapidamente in tragedia, con la morte per infarto, a fine partita, del padre del centrocampista Liam Kelly. Cinque anni dopo, un altro capitolo memorabile: Steve Clarke, arrivato nel 2017 con la squadra penultima in classifica, portò i Killie fino al terzo posto e al ritorno in Europa dopo diciotto anni, salutando i tifosi con una frase rimasta leggendaria: “questo è il mio trofeo”, disse indicando gli spalti, prima di partire per allenare la Nazionale scozzese.

Nel 2022, sotto la guida di Derek McInnes, il club ha conquistato anche il titolo di Scottish Championship, tornando subito in Premiership; McInnes se n’è andato nel 2025, accasandosi però ai rivali degli Hearts, scelta che i tifosi di Kilmarnock non hanno affatto digerito. Oggi il Killie, guidato da Neil McCann e presieduto da Billy Bowie, prova a consolidarsi a metà classifica della Scottish Premiership, forte di una storia fatta di coppe conquistate contro pronostico, lutti condivisi e ripartenze che, a Kilmarnock, sembrano non finire mai.


Autore: Storie di Calcio