Oronzo Pugliese: nel nome del Mago

Oronzo Pugliese non fu soltanto folclore paesano: un allenatore vero, capace sempre di tattica e risultati, che con mezzi modesti battè la grande Inter di Herrera nel 1965.

Mauro Tassotti: la leggenda silenziosa

Attraversando l’intera epopea del Milan di Sacchi e Capello, Tassotti è senza dubbio entrato a far parte della storia del calcio. Anche se, per certi versi, rimane un giocatore sottovalutato.

Andrzej Szarmach: Il diavolo non è un angelo

Di lui si diceva che mettesse la testa dove gli altri non osavano mettere il piede: il coraggio è sempre stato la caratteristica principale di uno degli attaccanti più prolifici del calcio polacco.

Zito: il Direttore

Il leggendario “Gerente” del Santos, ridefinì il ruolo del mediano negli anni ’60 combinando leadership e talento. Bicampione mondiale con il Brasile, fu pilastro di uno dei più grandi team di sempre.

René Orlando Houseman: El Loco

Il talento fu il suo unico capitale: dribblò la miseria tutta la vita, tenendola vicina come un eterno avversario da sconfiggere.

Jean-Marie Pfaff: il burattino senza fili

Jean-Marie Pfaff fu uno dei portieri più spettacolari tra anni Settanta e Ottanta: popolare non solo per il talento, che gli garantì una lunga carriera, ma anche per il gusto dello spettacolo.

Jairzinho: Samba di stelle

Jairzinho: potenza, velocità e fiuto del gol. Erede di Garrincha, “Furacão” del Mondiale 1970 (sette gol in sei partite), bandiera del Botafogo e leggenda del calcio brasiliano.