Costantino Rozzi: il Presidentissimo
Fino a 40 anni si era disinteressato di calcio e anzi derideva “quei matti che vanno alla partita”. Diventato presidente nel 1968, puntò subito verso traguardi ambiziosi. E li raggiunse tutti.
Fino a 40 anni si era disinteressato di calcio e anzi derideva “quei matti che vanno alla partita”. Diventato presidente nel 1968, puntò subito verso traguardi ambiziosi. E li raggiunse tutti.
Cervello del centrocampo che vinse il Mondiale 1978, portò l’Argentina a Londra e visse la guerra delle Malvine da dentro gli spogliatoi del Tottenham.
Lo zingaro del pallone: un centrocampista jugoslavo diventato commissario tecnico in cinque continenti, capace di portare cinque nazionali diverse a cinque Mondiali consecutivi, un record unico nella storia del calcio.
Un fuoriclasse nato nel momento sbagliato: dribbling e classe pura, idolo di Cruijff, capace di incantare San Siro e il Mestalla senza mai vincere nulla di grande.
Capitano simbolo della Germania del dopoguerra: fedele al Kaiserslautern per tutta la carriera, sopravvisse alla prigionia grazie al calcio e sollevò il Mondiale del 1954 a Berna.
Toscano di nascita, romano e romanista d’adozione, Dino Viola contende a Franco Sensi il titolo di presidente più amato della storia della Roma.
Interista nella pelle, è universalmente riconosciuto come pedina fondamentale nella storia del calcio e, ancor più, esempio di qualità morali e fair-play.
Le straordinarie doti umane di Scirea hanno spesso fatto dimenticare la sua classe autentica, ma come libero, soprannominato «Gai», è stato probabilmente il più grande.
Wilson fu il capitano che trasformò in fede una maglia presa in prestito, portando la Lazio sul tetto d’Italia prima che il destino la strappasse.
Il suo nome è legato soprattutto alla storica vittoria al campionato mondiale del 1978 della nazionale Argentina, dove si laureò come capocannoniere.