Olimpiadi 2024 – Parigi

Parigi torna capitale olimpica cent’anni dopo i Giochi del 1924, e lo fa con una cerimonia d’apertura mai vista prima, fuori da uno stadio, con migliaia di atleti che sfilano in barca lungo la Senna verso una Torre Eiffel illuminata a festa. È l’estate di Léon Marchand, che incanta il pubblico di casa con quattro ori in vasca, ma anche quella in cui il calcio maschile regala una delle sue finali più incredibili.

Al Parco dei Principi, casa del Paris Saint-Germain, la Francia di Thierry Henry sogna di ripetere l’impresa di Los Angeles 1984, quando i Bleus vinsero Europeo e Olimpiadi nello stesso anno. Di fronte trova però la Spagna, reduce dal trionfo europeo dell’estate e affamata di un oro che le manca da 32 anni. Il pallone, quella sera, decide di scrivere una delle finali più pazze nella storia del torneo.

L’Italia, quarta assenza di fila

Anche a Parigi l’Italia resta fuori: è la quarta Olimpiade consecutiva senza gli azzurri, dopo Londra 2012, Rio 2016 e Tokyo 2020. Il pass europeo si decide all’Europeo Under 21 del 2023, in Romania e Georgia, dove gli azzurrini di Paolo Nicolato finiscono nel girone D insieme a Francia, Svizzera e Norvegia. L’esordio è amaro, un 2-1 contro i francesi arbitrato in modo controverso; segue la vittoria per 3-2 sulla Svizzera, trascinata da Sandro Tonali e Wilfried Gnonto, e infine il ko per 1-0 contro la Norvegia di Erik Botheim. Italia, Svizzera e Norvegia chiudono appaiate a tre punti: a decidere è la classifica avulsa sui gol segnati, che premia gli svizzeri per una sola rete di scarto. Niente quarti, niente Giochi.

Il quarto di finale con l’Argentina

Nel torneo vero e proprio, il Marocco sorprende tutti vincendo il girone davanti all’Argentina, mentre la Francia, favorita in casa, passa senza troppi patemi. Ai quarti i padroni di casa trovano proprio l’Argentina di Javier Mascherano e la superano 1-0 grazie a un gol lampo di Jean-Philippe Mateta. Dall’altra parte del tabellone, la Spagna elimina il Giappone e il Marocco piega gli Stati Uniti, prima di arrendersi in semifinale alle Furie Rosse.

La finale pazza del Parco dei Principi

La finale si accende subito: al 12′ Enzo Millot approfitta di un errore in disimpegno di Arnau Tenas e porta avanti la Francia. Lo stadio esplode, ma la Spagna reagisce con una violenza inattesa: in dieci minuti arriva il tris, con la doppietta di Fermín López e il gol di Alex Baena. La Francia non si arrende e accorcia con Michael Olise, poi nel recupero un contatto in area tra Bernat Turrientes e Arnaud Kalimuendo porta al calcio di rigore, dopo revisione del VAR: Mateta non sbaglia e fissa il 3-3. Il Parco dei Principi trema, la partita vola ai supplementari.

Nell’extra time la Spagna ritrova lucidità. Al 108′ Sergio Camello, entrato da pochi minuti al posto di Abel Ruiz, riceve un pallone tra le linee e supera il portiere con un pallonetto freddo. Poco prima dello scadere, il contropiede vincente porta ancora la sua firma: il 5-3 che chiude i conti e regala alla Spagna la seconda medaglia d’oro olimpica della sua storia, dopo quella di Barcellona 1992.

Il secondo oro della Roja

Per la Francia resta l’argento e il rimpianto di un’occasione più unica che rara, quella di vincere in casa davanti al proprio pubblico. Per la Spagna, invece, è la consacrazione di una generazione che pochi giorni prima aveva già festeggiato l’Europeo dei grandi. Camello, ripensando a quella sera, l’ha raccontata così: «È la sensazione più bella che abbia mai provato in vita mia». Il calcio spagnolo, tra club e nazionali, non aveva mai vissuto un’estate così dorata.

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Autore: Storie di Calcio