Sul calcio pesa ancora un pregiudizio quando la comitiva olimpica raggiunge Stoccolma: negli ambienti sportivi il pallone viene considerato più un gioco che una disciplina degna dei Giochi olimpici, e solo l’ostinazione della FIFA piega l’intransigenza dei puristi. Le squadre iscritte salgono a undici, tra cui, per la prima volta, l’Italia.
Il bis del Regno Unito
Il torneo si gioca con la formula dell’eliminazione diretta, e a confermarsi campione, come già quattro anni prima a Londra, è ancora il Regno Unito, capitanato da Vivian Woodward. Gli inglesi travolgono 7-0 l’Ungheria ai quarti, liquidano 4-0 la Finlandia in semifinale e piegano 4-2 la Danimarca nell’atto conclusivo. A firmare il maggior bottino personale del torneo, undici reti complessive, è l’attaccante inglese Harold Walden.
Il record di Fuchs
L’impresa individuale più clamorosa porta però la firma di un tedesco. Gottfried Fuchs rifila da solo dieci reti alla Russia, eguagliando il primato stabilito quattro anni prima dal danese Sophus Nielsen: sarà l’unico bottino della sua Olimpiade, ma basta a consegnarlo alla storia del torneo.
La prima volta dell’Italia
Per la Nazionale, nata appena nel 1910, è il primo appuntamento olimpico, e arriva già segnato dalle difficoltà. La squadra sbarca in Svezia a sole 22 ore dall’esordio, guidata da uno dei padri del calcio italiano, Vittorio Pozzo, al suo primo incarico alla guida della selezione. Mancano inoltre i due elementi migliori, Milano II e Rampini, trattenuti dal servizio militare, a cui viene negato il permesso di espatrio.
La sconfitta con la Finlandia
Il sorteggio sembra favorevole, ma alla sua ottava uscita ufficiale l’Italia cede 3-2 dopo i supplementari alla Finlandia. Arbitra l’incontro Hugo Meisl, capitano federale austriaco che diventerà l’artefice del futuro Wunderteam. Pozzo ricorderà così quella sera: «Perdemmo scioccamente la prima partita, colla Finlandia, per tre a due». Nessuna preparazione tecnica, fisica o morale era stata fatta, ammetterà in seguito, e la squadra scese in campo senza essersi mai davvero conosciuta.
Il torneo di consolazione
Eliminati dal tabellone principale, gli azzurri entrano nel Torneo di Consolazione — che sarà vinto dall’Ungheria — e vi ottengono la prima storica vittoria fuori dai confini nazionali, superando 1-0 la padrona di casa Svezia. La gioia dura poco: nella semifinale della consolazione arriva una sconfitta pesante contro l’Austria di Braunsteiner, Brandstädter, Hussak e Studnicka, battuta per 5-1. Gli svedesi, secondo Pozzo, non digeriranno facilmente quello scivolone, tanto da proporre più volte un incontro di rivincita — proposta che l’allenatore azzurro respingerà sempre.
Per gli azzurri, la prima Olimpiade si chiude così, tra un record di trasferta e due sconfitte pesanti: un debutto acerbo, ma già ricco di indizi su quello che l’Italia di Pozzo diventerà.