Coppa Campioni 1960/61: Benfica

La sesta edizione della Coppa dei Campioni chiude un’epoca. Il 23 novembre 1960 il Real Madrid di Di Stéfano, che ha monopolizzato il trofeo per cinque stagioni consecutive, viene eliminato per la prima volta nella sua storia continentale. A riuscire nell’impresa è l’eterno rivale, il Barcellona.

Dopo un 2-2 al Chamartín che scatena le proteste madridiste contro l’arbitro, il Barcellona si impone 2-1 al Camp Nou nel ritorno. Qui le polemiche salgono ancora di tono: il direttore di gara inglese Leafe annulla quattro reti alle merengues, consegnando ai blaugrana una qualificazione tanto contestata quanto definitiva (4-3 il computo complessivo).

Il Barcellona diventa così la favorita naturale per il trofeo. Arriva puntualmente in finale, faticando solo nella doppia sfida di semifinale contro l’Amburgo.

Il Benfica di Béla Guttmann

Ad attendere i catalani c’è una squadra portoghese priva di precedenti internazionali di rilievo: il Benfica. Nelle sue due uniche partecipazioni europee precedenti, nel 1957-58, le Aquile si erano fermate al turno preliminare contro il Siviglia.

A cambiare la storia del club è l’arrivo, nell’estate del 1959, dell’ungherese Béla Guttmann. Allenatore nomade e dal carattere spigoloso, l’anno prima ha beffato proprio il Benfica guidando il Porto alla conquista del campionato; passato sulla panchina lisboeta, vince subito il titolo portoghese e lo ripete nella stagione successiva.

Guttmann costruisce la squadra attorno a un blocco solido: il portiere Costa Pereira, il libero Germano, il regista Mario Coluna — arretrato dall’attacco a centrocampo — e il centravanti José Águas, capitano e trascinatore del gruppo. Completa il reparto offensivo José Augusto, autore di sei reti nel torneo.

Il cammino verso la finale

Il percorso europeo del Benfica è un crescendo di punteggi larghi. Nel turno preliminare le Aquile eliminano gli scozzesi dell’Hearts of Midlothian. Al primo turno travolgono gli ungheresi dell’Újpesti Dózsa, arrivando a condurre 5-0 già al 28′ nella gara d’andata a Lisbona, per un punteggio complessivo di 7-4.

Ai quarti i danesi dell’AGF Aarhus non oppongono resistenza: 3-1 in casa, 4-1 in trasferta. La prova più dura arriva in semifinale, contro gli austriaci del Rapid Vienna: dopo il 3-0 dell’andata a Lisbona, il ritorno a Vienna è un calvario superato solo grazie al margine già accumulato.

La finale di Berna

Costa Pereira protegge la porta del Benfica nella finale al “Wankdorf” di Berna

A Berna il Barcellona parte favorito e dopo 20 minuti il colpo di testa di Kocsis sembra l’inizio di una goleada annunciata. Invece al 31′ Águas sorprende Ramallets con un pallonetto, e due minuti più tardi è lo stesso portiere blaugrana a deviare nella propria rete un cross innocuo dei portoghesi. L’uno-due ribalta la partita e toglie ai catalani ogni certezza.

A inizio ripresa Coluna corona una prova superlativa con un destro da fuori area che vale il 3-1. Il Barcellona si riversa in avanti: Czibor accorcia le distanze, un tiro di Kubala centra in sequenza entrambi i legni della porta difesa da Costa Pereira, ma il risultato non cambia più. Il Benfica, a sorpresa, sale sul tetto d’Europa.

Nella rosa portoghese, intanto, cresce già un diciottenne arrivato dal Mozambico pochi mesi prima, troppo acerbo per scendere in campo in quella cavalcata europea. Alla prima sgambata in allenamento, Guttmann si rivolge al suo assistente con un giudizio che resterà negli annali del club: “È oro, è oro!”. Il nome di quel ragazzo, Eusébio, diventerà presto sinonimo del Benfica stesso.

Costa Pereira protegge la porta del Benfica nella finale al “Wankdorf” di Berna

L’uomo-simbolo: Mario Coluna

Il leader del Benfica nella conquista della Coppa dei Campioni 1961 è un ex attaccante con un sinistro da favola, arretrato a centrocampo fino a diventarne il grande regista.

Dotato di visione di gioco e fantasia, Coluna sa farsi apprezzare anche in zona realizzativa, come dimostra proprio nella finale di Berna.

Guiderà il Benfica a due Coppe dei Campioni consecutive, mancando il terzo successo nella finale del 1963 contro il Milan, anche a causa di una marcatura durissima di Pivatelli, che gli impedirà di incidere sulla partita.

Le Italiane: la Juventus

Una formazione della Juventus nella stagione 1960-1961

Dopo l’umiliazione patita due anni prima, la Juventus torna in Coppa dei Campioni. Il sorteggio del turno preliminare oppone i bianconeri al CDNA Sofia, la squadra dell’esercito bulgaro che diventerà poi CSKA.

Al Comunale la Juve vince 2-0 con le reti di Lojodice e Sivori, ma non sa arrotondare il bottino. Paga tutto nella gara di ritorno, affrontata senza Sivori, il portiere Vavassori, Stacchini ed Emoli. I padroni di casa dominano il campo e, se la difesa bianconera resiste a lungo, è il reparto offensivo a consegnarsi all’avversario con un atteggiamento che sfiora l’abulia: 4-1, eliminazione immediata.

Comincia così a definirsi il complesso internazionale della Signora: fortissima entro i confini nazionali, capace solo di balbettare fuori d’Italia, dove evidentemente le manca la mentalità per imporre adeguatamente le proprie indubbie doti di gioco.


IL TABELLONE DELLA COPPA CAMPIONI 1960/61

Le seguenti squadre furono esentate dal primo turno nelle risultanze del sorteggio effettuato a Parigi il 7 luglio 1960 e basato su criteri geografici: Real Madrid (come detentore); Panathinaikos (Europa Orientale); Amburgo (Europa Settentrionale); Burnley (Europa Occidentale).

Primo Turno
Heart of Midlothian – Benfica 1-5 (1-2; 0-3)
Stella Rossa Belgrado – Újpest Dózsa 1-5 (1-2; 0-3)
Fredrikstadt – Ajax 4-3 (4-3; 0-0)
AGF Århus – Legia Varsavia 3-1 (3-0; 0-1)
Juventus – CSKA Sofia 3-4 (2-0; 1-4)
HIFK – IFK Malmö 2-5 (1-3; 1-2)
Rapid Vienna – Beşiktaş 4-1 (4-0; 0-1)
Limerick – Young Boys Berna 2-9 (0-5; 2-4)
Steaua Bucarest – Spartak Hradec Králové (rinuncia)
Glenavon – Wismut Karl-Marx-Stadt (rinuncia)
Stade de Reims – Jeunesse d’Esch 11-1 (6-1; 5-0)
Barcellona – Lierse 5-0 (2-0; 3-0)
Ottavi di Finale
Benfica – Újpest Dózsa 7-4 (6-2; 1-2)
AGF Århus – Fredrikstadt 4-0 (3-0; 1-0)
Rapid Vienna – Wismut Karl-Marx-Stadt 3-3 (3-1; 0-2) 1-0 spareggio
IFK Malmö – CSKA Sofia 2-1 (1-0; 1-1)
Real Madrid – Barcellona 3-4 (2-2; 1-2)
Spartak Hradec Králové – Panathīnaïkos 1-0 (1-0; 0-0)
Burnley – Stade de Reims 4-3 (2-0; 2-3)
Young Boys Berna – Amburgo 3-8 (0-5; 3-3)
Quarti di Finale
Benfica – AGF Århus 7-2 (3-1; 4-1)
Rapid Vienna – IFK Malmö 4-0 (2-0; 2-0)
Barcellona – Spartak Hradec Králové 5-1 (4-0; 1-1)
Burnley – Amburgo 4-5 (3-1; 1-4)
Semifinali
Benfica – Rapid Vienna 4-1 (3-0; 1-1)
Barcellona – Amburgo 2-2 (1-0; 1-2) 1-0 spareggio
FINALE
30 maggio 1961 – Stadio Wankdorf, Berna, Svizzera
BENFICA – BARCELLONA 3-2
Reti
: 20′ Kocsis (BA), 30′ Aguas, 32′ Ramallets rig., 55′ Coluna, 75′ Czibor (BA)
BENFICA: 1-Alberto da Costa Pereira, 2-Mario Joao, 3-Germano de Figueiredo, 4-Angelo Martins, 5-Jose Neto, 6-Fernando Cruz, 7-Jose Augusto, 8-Joaquim Santana, 9-Jose Aguas (c), 10-Mario Coluna, 11-Domiciano Cavem
CT: Béla Guttmann
BARCELLONA: 1-Antoni Ramallets (c), 2-Foncho, 3-Enric Gensana, 4-Sigfrido Gracia, 5-Martin Verges, 6-Jesus Garay, 7-Ladislao Kubala, 8-Sandor Kocsis, 9- Evaristo de Macedo, 10-Luis Suarez, 11-Zoltan Czibor
CT: Paul Oswald;
Arbitro: Gottfried Dienst (Svizzera)
Autore: Storie di Calcio