Julio Cesar Abbadie: l’uomo dal piede incollato al pallone
Carriera intensa per l’esterno uruguaiano, maestro di dribbling fulminei. In Italia il suo vero talento non ricevette sempre il riconoscimento che meritava.
Carriera intensa per l’esterno uruguaiano, maestro di dribbling fulminei. In Italia il suo vero talento non ricevette sempre il riconoscimento che meritava.
Portiere istrionico e spavaldo, vinse scudetti con Cagliari e Milan e una Coppa delle Coppe con la Fiorentina, ma la carriera fu segnata dallo scandalo Totonero.
Bomber inglese mai ammonito in carriera: capocannoniere con Leicester, Everton e Tottenham, Scarpa d’Oro a Messico ’86, trionfi al Barcellona e 48 gol con l’Inghilterra.
Pioniere degli agenti calcistici, creò un ponte tra calcio italiano e britannico negli anni ’50-’60, gestendo trasferimenti importanti come John Charles e Jimmy Greaves e “inventando” il ruolo del procuratore sportivo.
Con i rossoblù conquistò due volte la Serie A, scoprì Anastasi e non smise mai di difendere la sua squadra. Con l’ostinazione dell’uomo ruvido che aveva creato un impero edile: «C’è chi può e chi non può, io può»
Il brasiliano dall’anima europea: da Lavras al Botafogo, dal Messico ’86 a Madrid, fino allo scudetto del Napoli deciso da una monetina.
Raccolse quasi subito l’eredità dell’Aranycsapat di Puskás e guidò l’ultimissima generazione del calcio magiaro capace di resistere a buoni livelli
Regista del Palmeiras negli anni Settanta: sedici stagioni di eleganza e classe, un talento immenso mai davvero valorizzato dalla nazionale brasiliana.
Cinquantanove chili di rabbia elegante: terzino, mediano, leader. Vinse tutto senza smettere di correre, e in un urlo al Bernabéu si fece volto dell’Italia intera.
Dal Cile al Real Madrid, dall’Inter di Ronaldo alla storica maglia 1+8: la carriera di Iván Zamorano, bomber, guerriero.