La storia dell’Albania comunista nelle coppe europee
Per quarant’anni le squadre albanesi si ritirarono, sparirono, posero regole assurde ai rivali europei. Un viaggio tra forfait, barbe vietate e il mistero mai risolto di Tirana.
Per quarant’anni le squadre albanesi si ritirarono, sparirono, posero regole assurde ai rivali europei. Un viaggio tra forfait, barbe vietate e il mistero mai risolto di Tirana.
Novembre 1976, Juventus-Verona: Zigoni crolla a terra. Una bottiglietta mai trovata, un’inchiesta lunga due mesi e un verdetto che non punì nessuno.
Mettete insieme una piccola provincia, un grande presidente, un allenatore visionario e una stella di vent’anni: la storia della Cremonese che nel 1984 tornò in Serie A dopo 54 anni.
Un centravanti sovietico, un contratto quasi firmato, un ministro che doveva dire sì: nel 1989 la Juventus di Agnelli riuscì solo a sfiorare Oleg Protasov.
Nel calcio italiano degli anni ’50, un uomo trasformò la corruzione in arte. Questa è la storia del più celebre “accomodatore” di partite, che operava con un peculiare codice d’onore.
Helenio Herrera non esitò ad utilizzare ogni sotterfugio, sacrificando la stella Angelillo, pur di arrivare all’asso del Barcellona.
Un incidente che nasconde un omicidio? O una semplice casualità? La storia di Eigendorf, una promessa del calcio della DDR morto per dare un’occhiata al di là del Muro.
L’exploit dei friulani guidati dalla triade Giacomini-Sanson-Dal Cin che nel 1977/78 furono promossi in B, vinsero la Coppa Italia di serie C e il Trofeo Anglo Italiano.
Il 14 settembre 1986, gli azzurri giocarono la loro prima gara nella massima serie e a sorpresa batterono l’Inter.
Nel giugno ’76, la squadra brianzola, guidata da Alfredo Magni, s’impose nella Coppa italo-inglese, conquistando l’unico titolo internazionale della sua storia.