Calcioscommesse 1980: Il giorno in cui il pallone finì in manette
Nel 1980 il totonero portò le manette negli stadi: pesanti condanne sportive, assoluzioni penali per un reato che ancora non esisteva. Quel giorno il calcio perse l’innocenza.
Nel 1980 il totonero portò le manette negli stadi: pesanti condanne sportive, assoluzioni penali per un reato che ancora non esisteva. Quel giorno il calcio perse l’innocenza.
La prima voce del calcio italiano. Debutta a Bologna nel ’33, racconta i Mondiali ’34 e ’38, la tv lo consacra. Muore dimenticato nell’84.
Un’esplosione fragorosa, quella del biennio ’72-74: nessun segno premonitore per le grandi del Nord. L’invincibile armata biancoceleste nacque dalle felicissime intuizioni di Tommaso Maestrelli.
L’impresa si compì nel 1975-76, ma nacque negli anni Sessanta con Orfeo Pianelli presidente, destinato alla leggenda come chi lega il proprio nome al Toro.
Il 30 agosto 1989, nel cantiere dello stadio La Favorita di Palermo per Italia ’90, un traliccio crollò uccidendo cinque operai. Tragedia dimenticata dei Mondiali.
Cresciuto all’ombra di Cudicini, Villiam Vecchi blindò a mani nude la porta del Milan nella finale di Salonicco ’73. Poi, maestro dei portieri di Ancelotti, forgiò Dida, Buffon e Casillas.
E’ stato uno degli ultimi grandi esterni destri all’italiana. In una lunga carriera ricca di maglie importanti, ha vinto uno scudetto, un titolo di capocannoniere e si è cucito sopra un soprannome rimasto celebre.
Centravanti di provincia diventato allenatore visionario: con il Perugia firmò nel 1978-79 il primo campionato di Serie A senza sconfitte, poi Lazio, Milan, Inter e tre promozioni biancorosse.
Carriera intensa per l’esterno uruguaiano, maestro di dribbling fulminei. In Italia il suo vero talento non ricevette sempre il riconoscimento che meritava.
Portiere istrionico e spavaldo, vinse scudetti con Cagliari e Milan e una Coppa delle Coppe con la Fiorentina, ma la carriera fu segnata dallo scandalo Totonero.