Brasiliani d’Italia
Italiani dediti a melina e difesa a oltranza? macché: abbiamo avuto adepti del futbol bailado, a partire da Bruno Conti, «un vero brasiliano» secondo Pelé.
Italiani dediti a melina e difesa a oltranza? macché: abbiamo avuto adepti del futbol bailado, a partire da Bruno Conti, «un vero brasiliano» secondo Pelé.
L’incredibile parabola del calciatore franco-algerino. Dai fasti dei Mondiali 1930 al al 26 dicembre 1944, quando sarebbe stato fucilato come traditore
Dalla nascita scolastica e dalle squadre aziendali del dopoguerra fino al boom della J.League, la storia del calcio giapponese si è evoluta tra tradizioni e innovazioni.
Nell’estate 1983 l’Udinese ingaggia Zico: dopo veti federali, proteste di piazza e un caso politico nazionale, il fuoriclasse brasiliano arriva finalmente a Udine.
Il caso più eclatante di abbandono di squadra si registrò nella finale delle Olimpiadi 1920: i cechi lasciarono il campo in protesta contro l’arbitro Lewis.
Prima del Campionato di calcio (1898), i palloni correvano già nei Concorsi Nazionali di Ginnastica e furono stilati i primi regolamenti del gioco importato da oltremanica.
Prima che esistessero le fermate, il tram a Milano era un salotto viaggiante, e fu proprio in quel salotto su rotaie che il calcio trovò alcuni dei suoi primi, inconsapevoli tifosi.
La sorprendente storia dei fratelli Bohr: un portiere distratto diventato Premio Nobel per la fisica, un centrocampista medaglia d’argento alle Olimpiadi di Londra del 1908.
La storia della leggendaria irruzione dei Tupamaros a Radio Sarandí, nel mezzo della radiocronaca della partita tra Nacional e Estudiantes.
Il numero di maglia è alle spalle, invisibile per chi lo porta, e con il tempo è stato «interiorizzato» dal calciatore, diventando la sua anima nascosta.
Il lessico calcistico italiano è nato grazie al lavoro di giornalisti e dirigenti che, tra neologismi, traduzioni e prestiti, hanno plasmato una lingua vicina al quotidiano.
Il calcio come letteratura e filosofia: da Leopardi e Saba a Pasolini, Galeano e Camus, undici modi diversi di raccontare la vita attraverso un pallone.
Primo sudamericano a sbarcare in Europa, Julio Libonatti fu fuoriclasse del Torino, pioniere degli oriundi azzurri e trascinatore dal talento ineguagliabile.
Levratto, “lo sfondareti”: centravanti ligure del Genoa negli anni Venti-Trenta, celebre per la potenza del sinistro, mai vincitore dello scudetto nonostante una carriera straordinaria.
Nessuno come lui, vinse dovunque in tutta Europa.Unica recriminazione: il titolo mondiale sfiorato con gli Orange a Baires ’78
Sepp Herberger, da umile operaio di Mannheim a leggendario commissario tecnico della Germania, guidò i tedeschi al trionfo nel celebre “Miracolo di Berna” del 1954.
Storia dell uomo che inventò la “zona Cesarini”. Dall’infanzia a Buenos Aires ai cinque scudetti con la Juventus, fino alla leggendaria Máquina del River Plate: una vita da romanzo
Grande centravanti della Juventus Anni Trenta. Polemico, senza peli sulla lingua, non entrò mai nelle grazie del Ct Pozzo
Dai campi in terra battuta di Vienna ai record contesi con Ronaldo e Messi, la storia dimenticata del bomber che segnò più di chiunque altro nel calcio del Novecento.
Beppe Bergomi, lo «Zio» dell’Inter: dai baffi precoci al Mondiale vinto a 18 anni, fino al record di presenze in nerazzurro. Una storia di fedeltà.
Una carriera calcistica da mediano, poi la lunga gavetta da tecnico azzurro e la splendida vittoria, tra la diffidenza generale, ai Mondiali del 1982. Una grande uomo, ingiustamente emarginato dal calcio che conta.