Quando l’Arancia Meccanica piegò la prima Italia di Bernardini
Dal flop di Stoccarda alla lezione di Cruijff: come l’Italia di Bernardini affrontò per la prima volta l’Olanda del calcio totale nel 1974.
Dal flop di Stoccarda alla lezione di Cruijff: come l’Italia di Bernardini affrontò per la prima volta l’Olanda del calcio totale nel 1974.
Un orologio rifiutato e una telefonata a Sergio Clerici scatenano un doppio illecito che salva la Sampdoria e riscrive due volte la classifica.
Sívori lasciò l’Italia dopo la rissa Napoli-Juventus del 1968: il ginocchio malandato, lo scontro con Herrera, l’arringa contro i bianconeri e l’addio in tv a Canzonissima.
Prima Grande Raccomandato da Berlusconi, poi boicottato a Como da Agroppi e Burgnich, dirottato a Milanello per studiare da terzo straniero e infine scaricato.
Con l’avvento alla presidenza di Edoardo Agnelli e sotto la guida dell’allenatore Carcano, la Juventus entra nella storia del calcio italiano vincendo cinque scudetti consecutivi.
Fedullo, Andreolo, Sansone e «testina d’oro» Puricelli contribuirono in maniera determinante a creare la leggenda del Grande Bologna che nel periodo 1936-1941 vinse quattro scudetti.
Da Bahía Blanca al gol Mundial del 1978, tra Independiente, Siviglia, Fiorentina e Napoli: la storia di Daniel Bertoni, il puntero che sognò in grande.
Luis Aragonés, il contadino di Hortaleza diventato Zapatones, il Sabio, il tecnico del Podemos: una vita nel calcio spagnolo tra Atlético, panchine e la storica vittoria ad Euro 2008.
Il 28 ottobre 1979 un razzo colpì e uccise il tifoso laziale Vincenzo Paparelli prima del derby Roma-Lazio, tragedia simbolo della violenza negli stadi italiani.
Mantovani costruì una squadra bella e concreta, degna rappresentante di un altro modo di vivere il pallone, con tanti campioni (Mancini, Vialli, Vierchowod, Pagliuca, Cerezo, Lombardo) e altri giocatori che sarebbe riduttivo definire comprimari.
Nati nel 1909, i nerostellati nel giro di soli 4 anni riuscirono ad aggiudicarsi un insperato scudetto spezzando l’egemonia dei rivali di sempre: i bianchi della Pro Vercelli.
Nel 1928 i gerarchi fascisti posti alla guida del calcio obbligarono l’U.S.Milanese a fondersi con l’Internazionale F.C. di Milano. In tal modo nacque la Società Sportiva Ambrosiana.
Il club di Budapest negli anni 50 era l’ossatura della nazionale: Puskas, Czibor, Kocsis…Il sogno del calcio ungherese rappresentato splendidamente dalla Honved finisce sotto i cingoli.
Il Benfica di Guttmann ed Eusébio vinse due Coppe dei Campioni tra il 1960 e il 1965, prima della maledizione che lo perseguita ancora oggi.
Nel 1985 l’Hellas Verona, guidato da Osvaldo Bagnoli e trascinato da campioni come Elkjaer e Briegel, vinse uno storico e ineguagliato scudetto della provincia italiana.
La prima partita di calcio al mondo sotto i riflettori ebbe luogo nel 1878 al Bramall Lane di Sheffield, quando i “Blues” affrontarono i “Reds” in amichevole.
Al Mondiale del 1970, l’Italia di Valcareggi giunse seconda tra polemiche e divisioni sulla “staffetta” tra Mazzola e Rivera, venendo contestata al ritorno a Fiumicino.
Nel 1912 Pozzo lascia il suo incarico alla Pirelli per guidare la nazionale alle Olimpiadi di Stoccolma, chiedendo una cosa sola: di non essere pagato.
Nel secondo dopoguerra si scatena la lotta per accaparrarsi i migliori stranieri della Scandinavia, la nuova terra promessa del calcio.
Sarebbe fantascientifico se un giorno potessimo vedere quest’incredibile isola affiliata a qualche federazione continentale, per affermare definitivamente il successo di questa piccolissima nazionale…
Nel 1914 quindici operai inglesi dell’Exeter City affrontarono a Rio la primissima Seleção brasiliana: una tournée rocambolesca tra arresti, revolver e la nascita di una leggenda calcistica.