Roberto Rivelino: il mago dell’elastico
Mancino, centrocampista avanzato di straordinario talento nel tiro e nel dribbling, campione del mondo con il Brasile nel 1970: 92 presenze e 26 gol con la Seleção.
Mancino, centrocampista avanzato di straordinario talento nel tiro e nel dribbling, campione del mondo con il Brasile nel 1970: 92 presenze e 26 gol con la Seleção.
Talento fragile e feroce: da Belfast a Wembley in punta di sinistro, spento troppo presto dal suo stesso corpo, prima ancora che dagli avversari.
Zenga: portiere spavaldo, uomo mai domo, bisognoso di nemici per dare il meglio, innamorato di un club più che di se stesso, sempre in bilico.
Gigante al Flamengo, leggenda a Udine, dio del calcio in Giappone: il più grande calciatore mai esistito senza una Coppa del Mondo.
Bandito gentile del pallone: pistola in tasca, pelliccia in panchina, Che Guevara e Padre Pio sul muro. Segnava, sognava, disobbediva. Il Pelé bianco di Oderzo.
Artemio Franchi: dalla segreteria della Fiorentina alla presidenza Uefa, la vita del grande dirigente che unì Firenze e Siena, morto a 61 anni nel 1983.
Tore André Flo, attaccante norvegese soprannominato “Flonaldo” dopo tre gol al Brasile, gira Chelsea, Rangers, Siena e Milton Keynes Dons prima del ritiro nel 2012.
Capocannoniere del primo Mondiale nel 1930, brillò al Genoa prima di due gravi infortuni; poi grande allenatore, vinse sei Sudamericani con l’Argentina.
La Germania dei fenomeni, Italia dei messicani al tramonto: Bruxelles 1972 segna il passaggio di consegne del calcio europeo, l’alba di un decennio di supremazia tedesca.
In semifinale l’Italia batte l’Urss al lancio della monetina. La finale con la Jugoslavia finisce in parità: nella ripetizione i cambi di Valcareggi risultano vincenti.
Per il Generalissimo la vittoria delle Furie Rosse è un’occasione politica ma il cammino non facile: l’esclusione delle stelle Real decisa da Villalonga è criticata, ma vincente.
Un applauso lungo, quasi interminabile, accompagna l’ingresso di un petroliere quarantacinquenne nella sala del consiglio dell’Inter: è così che il calcio milanese accoglie, la sera del 28 maggio 1955, il suo nuovo … Leggi tutto
Roger Milla, attaccante camerunense, brillò tardivamente: a 38 anni, richiamato da Paul Biya, incantò Italia ’90 con gol e danze; record a 42 anni ai Mondiali USA ’94.
Concetto Lo Bello, l’arbitro-simbolo del calcio italiano: dal debutto in Serie A alle finali europee, dal Mondiale 1966 alla politica, fino al ritiro nel 1974.
Bastava un sorriso a raccontare mezza carriera di Joe Jordan: quella bocca vuota, priva dei due incisivi superiori, che si spalancava sul campo come un avvertimento ai difensori avversari. Da quel vuoto … Leggi tutto
“A legna del pueblo”, gioia e felicità di un popolo innamorato pazzo del football. Così chiamavano Mane, che era l’essenza del calcio, quando volava sulla fascia destra e ubriacava gli avversari, bruciandoli nel fuoco sacro dei suoi dribbling…
Per sedici anni presidente dell’Inter con un rigore quasi paterno: due scudetti, il rimpianto di Rotterdam, il caso Falcao, l’addio commosso da galantuomo d’altri tempi.
Edmondo Fabbri: dall’ala di Castel Bolognese al Piccolo Brasile del Mantova, dalla Nazionale del 1966 alla sconfitta con la Corea che ne segnò la vita.
Falcão, il gaucho che divenne l’Ottavo Re di Roma: dall’Internacional al Mondiale ’82, dallo scudetto con Liedholm alla notte di Liverpool, fino all’addio amaro.
Ruud Krol, difensore totale di Ajax e Olanda: capitano orange, leggenda del Napoli anni ’80 e innovatore tattico del ruolo di libero.
Il Marocco di José Faria stupì il Mondiale 1986: prima africana agli ottavi, tra il portiere Zaki, il “Platini del Maghreb” Timoumi e la beffa di Matthäus.