Olimpiadi 1960 – Roma
La Jugoslavia vince finalmente l’oro dopo tre finali perse in precedenza: argento alla Danimarca, bronzo all’Ungheria, tramonto del calcio dilettantistico.
La Jugoslavia vince finalmente l’oro dopo tre finali perse in precedenza: argento alla Danimarca, bronzo all’Ungheria, tramonto del calcio dilettantistico.
In piena Guerra Fredda l’Unione Sovietica conquista l’oro olimpico: argento alla Jugoslavia, bronzo alla Bulgaria, tra tensioni politiche e sportive intense.
Nasce la leggenda della Grande Ungheria di Puskás: oro olimpico, argento alla Jugoslavia, bronzo alla Svezia, prova generale verso il 1954.
Prima edizione del dopoguerra: la Svezia conquista un oro a sorpresa, davanti alla Jugoslavia argento e alla Danimarca, medaglia di bronzo.
Sotto gli occhi del regime nazista, l’Italia di Vittorio Pozzo vince l’oro: argento all’Austria, bronzo alla Norvegia, alle Olimpiadi di Hitler.
L’Uruguay bissa il trionfo del 1924 e conferma il proprio primato: argento all’Argentina, bronzo all’Italia, alla vigilia del primo Mondiale.
L’Uruguay stupisce il mondo intero con un calcio rivoluzionario e conquista il suo primo oro: argento alla Svizzera, bronzo alla Svezia.
Finale scandalosa: la Cecoslovacchia abbandona il campo per protesta, il Belgio vince l’oro in casa, argento alla Spagna, bronzo ai Paesi Bassi.
Gli inglesi dilettanti dominano ancora: la Gran Bretagna vince il secondo oro consecutivo, davanti a Danimarca argento e Paesi Bassi bronzo.
Prima edizione ufficialmente riconosciuta dalla FIFA: la Gran Bretagna conquista l’oro olimpico davanti alla forte Danimarca, argento, e ai Paesi Bassi, bronzo.
Torneo quasi sconosciuto negli Stati Uniti: il Canada trionfa con il Galt FC, mentre gli americani ottengono comunque argento e bronzo.
La Nigeria firma la prima vittoria olimpica africana nel calcio: argento all’Argentina, bronzo al Brasile, in una finale rimontata clamorosamente nel finale.
La Germania Est conquista l’oro olimpico: argento alla Polonia, bronzo all’Unione Sovietica, nel pieno del dominio calcistico del blocco orientale.
Il calcio debutta ai Giochi Olimpici come sport dimostrativo: la Gran Bretagna vince l’oro, la Francia l’argento, il Belgio il bronzo.
Dal 1959 ad oggi, la storia dello stadio di Fuorigrotta: la nascita post-bellica, l’arrivo di Maradona, due scudetti, una Coppa Uefa, il fallimento e il nome che gli è rimasto per sempre.
Perugia 1980-81: Sergio Elio Fortunato arriva dall’Estudiantes per sostituire Paolo Rossi, ma tra incomprensioni tattiche, difficile adattamento e sfortuna diventa il “marziano” incompreso del campionato.
A guardare tra le feritoie degli albi d’oro – dietro la fredda ratifica dei risultati – si spalancano a volte paesaggi e storie sorprendenti come visioni.
Nel 1952 il giovane Vujadin Boskov sfidò e batté l’URSS di Stalin alle Olimpiadi di Helsinki: una vittoria jugoslava che costò carissimo al calcio sovietico.
Il 30 novembre 1872 a Glasgow nacque il calcio tra nazionali: Scozia-Inghilterra 0-0, la storia di Hamilton Crescent, Charles Alcock e del Queen’s Park FC.
Pochi temerari puntarono su un quarto di finale tra il Portogallo, ancora giovane sia calcisticamente che anagraficamente (età media ventitre anni), e la Corea del Nord, poco più che un oggetto misterioso
17 ottobre 1973, Wembley: il portiere Jan Tomaszewski ferma l’Inghilterra e qualifica la Polonia al Mondiale. La storia vera della notte che cambiò due nazionali.